El Bonete

Area riunioni della comunitàIn questa comunità eravamo stati la prima volta nel 1984, durante la guerra, in compagnia del Mecate per fare attività teatrale e culturale. Alla morte di Luigi Bottasini (15 gennaio 1997) abbiamo deciso di trovare una comunità tra le 200 conosciute con il Mecate per fare una scuola Materna intitolata a lui, impegno che doveva durare al massimo 3 anni. Gli eventi e una progettualità diversa ci hanno portato ad andare avanti.

Per poter operare e usufruire anche di attività e collaborazioni con i ministeri, abbiamo dato vita nel 2000 all’associazione Adecab (Asociaciòn por el Desarrollo Campesino y Artesano, El Bonete) che attualmente conta 30 soci. L’attività si rivolge ai soci ma anche a tutta la comunità che ha progredito, passando da essere una delle più povere delle 53 del comune di Villanueva ad essere una delle prime tre, tenendo conto che ha una strada di accesso, i livelli scolastici, un centro salute, il Centro Luigi Bottasini, il Plantel Jicaro, Casa Silos, diverse confessioni religiose, il trasporto, la maggioranza delle case in blocchi di cemento, produzione agricola, acqua comunitaria e pozzi, energia elettrica, il miglior seme di jicaro del Centroamerica.

Tuttavia le famiglie restano povere, ma si tratta di una povertà diversa da quella che abbiamo trovato (case di bambù, cartone e lamiera, mancanza di scuole, forte analfabetismo, carenza di pozzi o sistema comunitario di acqua, mancanza di energia elettrica, trasporto.

La decisione di scegliere El Bonete fu decisa con il Mecate dopo un’attenta e lunga analisi di varie comunità e anche perché era presente Suor Anna Roberta Malvestio che aveva accettato di essere la nostra referente. Suor Anna Roberta ha seguito il progetto per 7 anni vivendo nella comunità e promuovendo un lento ma progressivo miglioramento umano e territoriale. I responsabili della nostra associazione hanno viaggiato dal 1997 ogni anno assicurando volontari almeno per tre mesi all’anno. Dal 2005, rientrando in Italia Suor Anna Roberta, la gestione è passata direttamente alla nostra associazione che opera in collaborazione con Adecab.

Frutti dell'jicaroEl Bonete è una comunità difficile per diversi motivi: diversamente dalla stragrande maggioranza delle comunità contadine rurali che esistono da sempre e hanno nomi indigeni in lingua nahhual, si è formata invece con i desplazados, praticamente rifugiati di guerra. Infatti queste famiglie provengono da altre comunità del nord come Ojoche, Ninohuaro, etc.. I sandinisti costruirono il primo nucleo di case, donò terra alle famiglie e fece un primo sistema di acqua. I sandinisti diedero molto a queste famiglie che, incapaci di amministrarsi finirono per vendere la terra, le case e passare cosi dalla povertà alla miseria. Un altro motivo è dovuto alle emigrazioni, soprattutto verso gli Usa e il Costarica qualcuno in Spagna, ma anche il Salvador e Panama, questi emigranti hanno cominciato a inviare risparmi a casa con la quale le famiglie hanno ricomprato terra, sistemato le umili case, comprato mucche. In realtà sono pochi coloro che hanno saputo usare bene i pochi risparmi. I sandinisti durante gli anni ottanta hanno dato terra, case, un minimo d’istruzione e salute, alimenti e qualche servizio, tutto gratuito e questa gente si è abituata a ricevere senza creare condizioni stabili di sviluppo locale. L'avvio del cambiamento lo abbiamo abbinato al cambio generazionale nella Adecab e nella sua Direttiva, ma anche promuovendo istruzione e cultura nella comunità. Adesso nella comunità ci sono giovani leader, più acculturati e più abili nella gestione delle scarse risorse locali come l'jicaro.

Le difficoltà sono date anche da un territorio costantemente a rischio: siccità, piogge torrenziali e inondazioni, terremoti ed eruzioni. Il fattore climatico qui è più evidente che altrove, basti pensare che i primi anni i contadini facevano anche tre raccolti all'anno, adesso faticano a farne uno e quasi sempre de apante (dopo le piogge), sono raccolti limitati. Le inondazioni continue slavano il terreno che perde così il substrato di humus, indispensabile per la crescita delle piantine di mais, sorgo, fagioli, frutta o ortaggi. Anche l'jicaro sta soffrendo per la scarsità di produzione delle piante. Pure l'allevamento soffre. I dati statistici del PNUD(nazioni Unite), FAO, INETER, Governo, hanno stabilito che per questi motivi questa area chinadegana verso il confine con l'Honduras è da considerarsi tra le regioni più povere e colpite. E' una zona di Tropico Secco con rischi anche di malattie endemiche come la malaria, leptospirosi, colera, dengue, asma e malattie respiratorie, diarrea.

Donne ceramiste che lavoranoQuesta operazione oltre ad essere quella più conosciuta in Italia e in Nicaragua è importante per essere di tipo integrale; il nostro intervento tocca un po' tutti i settori di vita:

- Sanità con visite mediche e medicine, a volte anche ricoveri ospedalieri.

- Istruzione con mantenimento materna con circa 60/70 bambini pasto giornaliero, salario e borsa di studio alle due maestre, materiale didattico e interventi sanitari. Borse di studio alla scuola primaria e secondaria e 14 all'università. Contributo all'istituto Josè Benito Mondragòn per la struttura e suo mantenimento e/o materiale didattico, rimodellazione scuola materna e creazione area biblioteca.

- Lavoro con la raccolta semi di jicaro, supporto alle donne ceramiste, lavori agricoli, formazione dei giovani

- Assistenza mediante sostegno alimentare a famiglie dei soci e ad altre bisognose, e intervento nelle emergenze che non mancano mai.

Questa comunità conta quasi 2mila abitanti e Adecab è l'unico organismo riconosciuto fuori dalla comunità a cui la gente fa riferimento per molte cose, però le necessità sono tante e le risorse ridotte, quindi dipendono ancora molto da noi.

In questa comunità eravamo stati la prima volta nel 1984, durante la guerra, in compagnia del Mecate per fare attività teatrale e culturale. Alla morte di Luigi Bottasini(15 gennaio 1997) abbiamo deciso di trovare una comunità tra le 200 conosciute con il Mecate per fare una scuola Materna intitolata a lui, impegno che doveva durare al massimo 3 anni. Gli eventi e una progettualità diversa ci hanno portato ad andare avanti.

L’operazione El Bonete è di tipo integrale, nel senso che il nostro intervento si dirama in tutti i settori della vita: sanità, istruzione, lavoro, alimentazione, formazione, artigianato, raccolta e lavorazione semi di jicaro. Per poter operare e usufruire anche di attività e collaborazioni con i ministeri, abbiamo dato vita nel 2000 all’associazione Adecab che attualmente conta 30 soci. L’attività si rivolge ai soci ma anche a tutta la comunità che ha progredito, passando da essere una delle più povere delle 53 del comune di Villanueva ad essere una delle prime tre, tenendo conto che ha una strada di accesso, i livelli scolastici, un centro salute, il Centro Luigi Bottasini, il Plantel Jicaro, Casa Silos, diverse confessioni religiose, il trasporto, la maggioranza delle case in blocchi di cemento, produzione agricola, acqua comunitaria e pozzi, energia elettrica, il miglior seme di jicaro del Centroamerica. Tuttavia le famiglie restano povere, ma si tratta di una povertà diversa da quella che abbiamo trovato (case di bambù, cartone e lamiera, mancanza di scuole, forte analfabetismo, carenza di pozzi o sistema comunitario di acqua, mancanza di energia elettrica, trasporto.

La decisione di scegliere El Bonete fu decisa con il Mecate dopo un’attenta e lunga analisi di varie comunità e anche perché era presente Suor Anna Roberta Malvestio che aveva accettato di essere la nostra referente. Suor Anna Roberta ha seguito il progetto per 7 anni vivendo nella comunità e promuovendo un lento ma progressivo miglioramento umano e territoriale. I responsabili della nostra associazione hanno viaggiato dal 1997 ogni anno assicurando volontari almeno per tre mesi all’anno. Dal 2005, rientrando in Italia Suor Anna Roberta, la gestione è passata direttamente alla nostra associazione che opera in collaborazione con Adecab.

El Bonete è una comunità difficile per diversi motivi, vediamone alcuni; El Bonete, diversamente dalla stragrande maggioranza delle comunità contadine rurali che esistono da sempre e hanno nomi indigeni in lingua nahhual, si è formata invece con i desplazados, praticamente rifugiati di guerra. Infatti queste famiglie provengono da altre comunità del nord come Ojoche, Ninohuaro, etc.. Questa era una zona di guerra durante gli anni della contro rivoluzione voluta da Reagan, il governo li aveva messi in una zona molto vicino a dove adesso è El Bonete, vivevano in 800 persone sotto grossi alberi in modo molto promiscuo, praticamente con poco o nulla. Poi i sandinisti costruirono il primo nucleo di case, donò terra alle famiglie e fece un primo sistema di acqua. I sandinisti diedero molto a queste famiglie che, incapaci di amministrarsi finirono per vendere la terra, le case e passare cosi dalla povertà alla miseria. Un altro motivo è dovuto alle emigrazioni, soprattutto verso gli Usa e il Costarica qualcuno in Spagna, ma anche il Salvador e Panama, questi emigranti hanno cominciato a inviare risparmi a casa con la quale le famiglie hanno ricomprato terra, sistemato le umili case, comprato mucche. In realtà sono pochi coloro che hanno saputo usare bene i pochi risparmi. Questi emigranti al loro ritorno hanno portato una cultura legata al consumismo, all’apparenza, al personalismo. Due famiglie con figli all'estero, diventate le più benestanti(nel senso della povertà che li circonda) hanno creato una diatriba continua nella comunità tra chi sta con uno e chi con l'altro. In pratica la comunità è andata perdendo parte del valore di collettività contadina. Anche l'arrivo della televisione con i suoi programmi filo nordamericani e le telenovele ha contribuito a creare una cultura del privato contro quella del collettivismo contadino. I sandinisti durante gli anni ottanta hanno dato terra, case, un minimo d’istruzione e salute, alimenti e qualche servizio, tutto gratuito e questa gente si è abituata a ricevere senza creare condizioni stabili di sviluppo locale. Qualche errore lo hanno commesso anche le suore presenti che hanno contribuito a far dipendere da loro un certo numero di famiglie e senza creargli le condizioni di autodeterminarsi. L'avvio del cambiamento lo abbiamo abbinato al cambio generazionale nella Adecab e nella sua Direttiva, ma anche promuovendo istruzione e cultura nella comunità. Adesso nella comunità ci sono giovani leader, più acculturati e più abili nella gestione delle scarse risorse locali come l'jicaro.